Progetto Metamorfosi

Il progetto prevede un laboratorio di teatro integrato con diversamente abili finalizzato all’allestimento di  spettacoli di  teatro integrato.

Progetto promosso da
DACCAPO – Associazione Trauma Cranico, in collaborazione con MetaArte (attivo dal 2008).


 

Come fugge il tempo

spettacolo di teatro integrato (2014)

Lo spettacolo si basa su una storia vera.
Un uomo improvvisamente resta bloccato a letto a seguito di un incidente.
I suoi rapporti con i familiari, con il mondo esterno e con se stesso cambiano radicalmente.


In scena

Giulia Bentivegna, Alberto Benetollo, Ugo Bolisani, Francesca Cipelli, Federica Cusanno, Cristiano Dainese, Daniela Di Menza, Daniele Fassina, Davide Filippi, Myriam Marchiori, , Emily Massaglia, Daniele Pagnin, Elvis Patron, Serena Piccoli, Beatrice Pompei , Giuseppe Viaro, Claudio Zucchi

Testo
Serena Piccoli

Oggetti in scena
Giulia Bentivegna e Giulia Zucchi

Musiche
Alberto Benetollo, Violeta Parra, Christina Perrie, Erik Satie

Tecnico Audio
Giuseppe Viaro

Regia e drammaturgia
Manuela Frontoni

 

Lo spettacolo è frutto di un laboratorio di teatro con traumatizzati cranici, operatori e volontari, organizzato da DACCAPO, Associazione Trauma Cranico
in collaborazione con MetaArte.

Altri spettacoli realizzati:

Prospettive
(2013) – liberamente tratto da Il barone rampante di I. Calvino, lo spettacolo narrava l’esperienza del superamento del coma e la necessità e volontà di ri-avvicinarsi alla vita ri-modulando le proprie capacità e prospettive proprio come il protagonista della storia originale decide di ri-formulare la propria esistenza salendo su di un albero.

Una vita all’istante
(2012) – liberamente tratto da Il visconte dimezzato di I. Calvino, lo spettacolo narrava la difficile riconciliazione tra la vita prima dell’incidente stradale e la vita dopo l’esperienza del coma.

Il fiore nel buoi
(2011) – liberamente tratto dal racconto Lo stralisco di R. Piumini, lo spettacolo narrava l’esperienza della malattia di coloro che hanno subito un trauma cranico.

La folle corsa
(2010) – liberamente tratto dal mito di fetonte (dalle Metamorfosi di Ovidio), lo spettacolo rappresentava l’avventatezza con cui spesso ci si mette al volante di un mezzo senza poi avere le’sperienza per poterlo controllare.

Le metamorfosi di Io
(2009) – liberamente tratto da un episodio delle Metamorfosi di Ovidio, lo spettacolo trattava delle trasformazioni fisiche e pischiche che avvengono in seguito ad un trauma cranico.

Credits:

Per i costumi e gli oggetti di scena di Una vita all’istante si ringraziano Alison Hay ed Elisabetta Suin.

Erica Ferazza ha preso parte come attrice agli spettacoli “Le metamorfosi di Io” e “La folle corsa”.
Il progetto “Le metamorfosi” è nato su volontà di Erica ed è a lei dedicato in sua memoria.